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Guida · aggiornata il 6 novembre 2026

Certificazione ISO 19443: cos'è e come si ottiene

Lo standard di qualità per i fornitori del nucleare spiegato passo per passo: cosa aggiunge alla ISO 9001, chi lo chiede, chi può certificarsi, come funziona l'iter, quanto tempo serve e chi certifica in Italia.

In breve

  • La ISO 19443 è lo standard di qualità per chi fornisce prodotti e servizi al nucleare: contiene tutta la ISO 9001 e aggiunge requisiti propri del settore.
  • Non è un obbligo di legge, ma i grandi committenti la chiedono: EDF dichiara di aspettarsela dai suoi fornitori.
  • Dal febbraio 2026 possono certificarsi anche imprese che non forniscono ancora parti importanti per la sicurezza nucleare.
  • L'iter prevede due audit, un certificato valido tre anni e due sorveglianze. Per prepararsi servono di solito circa 12 mesi.

Con la legge delega sul nucleare in vigore, molte imprese della meccanica, dell'impiantistica e dei servizi si chiedono da dove cominciare per entrare nella filiera. La risposta più frequente dei committenti è una sigla: ISO 19443. Questa guida spiega cos'è, cosa chiede e come si ottiene, con i passi concreti per un'impresa italiana.

Cos'è la ISO 19443

La ISO 19443 è una norma internazionale pubblicata nel 2018 dal comitato tecnico ISO dedicato all'energia nucleare. In Italia è recepita come UNI EN ISO 19443:2019. Definisce i requisiti del sistema di gestione per la qualità delle organizzazioni che forniscono prodotti e servizi importanti per la sicurezza nucleare, in sigla ITNS (Important To Nuclear Safety).

La norma riprende integralmente la ISO 9001:2015 e aggiunge requisiti specifici del settore. Non sostituisce i requisiti dei committenti e delle autorità di sicurezza: li affianca. Per le attività svolte dentro un sito nucleare autorizzato serve inoltre l'accordo dell'esercente dell'impianto.

Lo standard è in revisione: l'ISO ha avviato nel 2024 il lavoro su una nuova edizione, oggi in fase di bozza (ISO/DIS 19443). Chi si certifica oggi lo fa sull'edizione 2018, e dovrà poi adeguarsi alla nuova versione nei tempi che verranno stabiliti.

Cosa aggiunge alla ISO 9001

Un'impresa già certificata ISO 9001 parte avvantaggiata, ma deve lavorare su alcuni punti che la ISO 9001 non copre:

  • Cultura della sicurezza nucleare. La sicurezza deve diventare un criterio di decisione per tutta l'organizzazione, dalla direzione all'officina, con comportamenti verificabili durante gli audit.
  • Approccio graduato. I controlli sono proporzionati all'importanza di ogni prodotto o servizio per la sicurezza: più un componente è critico, più stringenti sono verifiche, documentazione e qualifiche.
  • Articoli contraffatti, fraudolenti o sospetti. L'impresa deve avere procedure per riconoscere e bloccare materiali e componenti non autentici o non conformi, in sigla CFSI.
  • Controllo della catena di subfornitura. I requisiti vanno trasmessi ai propri fornitori, che devono essere qualificati e verificati con regolarità.
  • Tracciabilità. Materiali, lavorazioni e controlli devono poter essere ricostruiti per tutta la vita del componente.

Chi la chiede

Nessuna legge italiana obbliga oggi un fornitore ad avere la ISO 19443. A chiederla sono i committenti. EDF, che con Edison propone in Italia i reattori Nuward, scrive nelle pagine dedicate ai fornitori di aspettarsi la conformità alla ISO 19443 per le forniture classificate per la sicurezza, e raccomanda la ISO 9001 per quelle non classificate.

La certificazione però non basta da sola. EDF qualifica i fornitori in quattro fasi: primo contatto con questionario, preselezione con visita, piano di sviluppo con eventuali prove di qualifica, e infine l'ingresso nella lista dei fornitori approvati prima della firma del contratto.

Conta anche la tecnologia. Nel programma polacco, che usa reattori AP1000 di Westinghouse, il riferimento è lo standard statunitense NQA-1: a ottobre 2026 Westinghouse ha ordinato i primi moduli a quattro imprese polacche, ma assegnerà l'incarico completo solo dopo la certificazione NQA-1 e le prove di qualifica. Per questo la scelta tecnologica italiana, attesa anche dal white paper di Nuclitalia, decide quali standard e codici di costruzione conteranno di più.

Chi può certificarsi

In origine la certificazione era pensata per chi fornisce già prodotti o servizi ITNS. Dal 1° febbraio 2026, come comunicato da RINA, la specifica tecnica UNI CEN ISO/TS 23406 l'ha aperta anche alle organizzazioni che non forniscono ancora elementi importanti per la sicurezza nucleare.

È un cambiamento utile per le PMI: permette di certificarsi prima di avere la prima commessa nucleare. Durante l'audit, però, l'impresa deve dimostrare che il sistema funziona davvero. Lo schema di ICIM, per esempio, prevede che chi non ha ancora commesse ITNS ne dimostri l'applicazione anche con una simulazione, e che la certificazione non possa essere rinnovata più di due volte di seguito senza attività ITNS.

Come si ottiene: l'iter passo per passo

  1. Analisi dei gap. Si confronta il sistema qualità esistente, di solito ISO 9001, con i requisiti della ISO 19443, e si stimano lavoro, costi e tempi di adeguamento.
  2. Classificazione di prodotti e servizi. Si decide quali attività sono importanti per la sicurezza e con quale livello di controllo applicare l'approccio graduato.
  3. Adeguamento del sistema. Procedure, gestione dei subfornitori, controllo dei CFSI, tracciabilità, formazione del personale e programma di audit interni.
  4. Scelta dell'organismo di certificazione. Conviene chiedere più preventivi e verificare che l'ente sia accreditato per questo schema.
  5. Audit di fase 1. L'ente verifica la documentazione del sistema: manuale, procedure, analisi dei rischi, piano di formazione, audit interni, riesame della direzione e fornitori critici.
  6. Audit di fase 2. In sede, l'ente verifica che tutti i requisiti siano applicati nella pratica. Le eventuali non conformità vanno risolte entro tempi fissati: nello schema di ICIM la chiusura è richiesta entro 3 mesi.
  7. Certificato e mantenimento. Il certificato vale tre anni, con due audit di sorveglianza, almeno uno all'anno, e un audit di rinnovo prima della scadenza.
La certificazione apre la porta, ma non garantisce gli ordini: i committenti fanno comunque i propri audit e tengono le proprie liste di fornitori approvati.

Tempi e costi

Secondo LRQA, un'impresa che dedica un gruppo di lavoro al progetto impiega circa 12 mesi per arrivare alla certificazione. Il tempo reale dipende da quanto è maturo il sistema qualità di partenza. In alcuni casi serve una figura dedicata alla qualità nucleare, ma spesso si può lavorare con il gruppo qualità esistente.

I costi non sono pubblici e dipendono da dimensioni dell'impresa, numero di siti, complessità delle lavorazioni e livello di partenza. Le voci principali sono la consulenza o il tempo interno per l'adeguamento, la formazione e le giornate di audit dell'ente. Il modo più affidabile per stimarli è chiedere preventivi a più organismi dopo l'analisi dei gap.

Enti e organismi di certificazione in Italia

La certificazione è rilasciata da organismi di certificazione privati. In Italia la offrono tra gli altri RINA, ICIM e LRQA. ICIM ha annunciato a luglio 2024 l'accreditamento di Accredia, l'ente italiano di accreditamento, per lo schema UNI EN ISO 19443. Prima di scegliere conviene verificare l'accreditamento di ogni ente nella banca dati pubblica di Accredia.

Il percorso è già partito per molte imprese. A ottobre 2026 l'amministratore delegato di Ansaldo Energia ha detto che 70 PMI hanno avviato la certificazione per lavorare nel nucleare, grazie a un accordo con RINA. Tra le imprese che hanno già completato il percorso c'è Brembana & Rolle, che secondo LRQA lo considera un primo passo verso altre qualifiche nucleari, come la Sezione III del codice ASME.

ISO 19443, NQA-1, ASME e RCC-M

Questi riferimenti non sono alternativi, ma lavorano su piani diversi:

  • ISO 19443: il sistema di gestione per la qualità, cioè come l'impresa organizza processi, controlli e fornitori. È il riferimento più diffuso in Europa.
  • ASME NQA-1: il programma di garanzia della qualità nella tradizione statunitense, richiesto per esempio da Westinghouse in Polonia. Secondo LRQA è complementare alla ISO 19443.
  • Codici di costruzione (ASME Sezione III, RCC-M): regole tecniche per progettare e fabbricare i componenti meccanici, diverse tra tecnologia statunitense e francese.

Quale combinazione serve dipende dal committente e dalla tecnologia. Ne parliamo nell'analisi Diventare fornitore del nucleare: requisiti, tempi e la lezione della Polonia.

Da dove cominciare

  1. Fate l'elenco dei vostri prodotti e servizi che potrebbero servire a una centrale, separando quelli importanti per la sicurezza da quelli per le parti convenzionali.
  2. Fate fare un'analisi dei gap ISO 9001 / ISO 19443 e chiedete almeno due preventivi a enti accreditati.
  3. Seguite la scelta tecnologica italiana: dirà se oltre alla ISO 19443 serviranno NQA-1, ASME o RCC-M.
  4. Cercate i capifila: grandi contrattisti e integratori, italiani ed esteri, che selezioneranno i subfornitori.
  5. Guardate anche ai programmi esteri già in fase di ordini, come Francia e Polonia, per costruire le prime referenze.

Le novità su decreti, requisiti e programmi di qualifica sono nel tracker dei decreti e nelle notizie. Ogni venerdì le raccogliamo nella newsletter.

Domande frequenti

La ISO 19443 è obbligatoria per lavorare nel nucleare?

Non per legge. Sono i committenti a chiederla: EDF, per esempio, dichiara di aspettarsi dai fornitori la conformità alla ISO 19443. Per le forniture importanti per la sicurezza nucleare è di fatto il riferimento europeo per il sistema qualità.

Che differenza c'è tra ISO 9001 e ISO 19443?

La ISO 19443 contiene tutta la ISO 9001 e aggiunge requisiti propri del nucleare: cultura della sicurezza, approccio graduato in base all'importanza per la sicurezza, prevenzione di articoli contraffatti o sospetti, controllo più stretto dei subfornitori e tracciabilità.

Quanto tempo serve per ottenere la ISO 19443?

Secondo l'ente di certificazione LRQA, circa 12 mesi per un'impresa che dedica un gruppo di lavoro al progetto. Il tempo dipende da quanto è maturo il sistema qualità di partenza.

Si può ottenere la ISO 19443 senza avere ancora commesse nucleari?

Sì. Dal febbraio 2026, con la specifica tecnica ISO/TS 23406, possono certificarsi anche organizzazioni che non forniscono ancora prodotti o servizi importanti per la sicurezza nucleare. Durante l'audit l'impresa deve comunque dimostrare che il sistema funziona, se necessario anche con una simulazione.

Quali enti rilasciano la certificazione ISO 19443 in Italia?

Gli organismi di certificazione, non le istituzioni. In Italia la offrono tra gli altri RINA, ICIM e LRQA; ICIM ha ottenuto l'accreditamento Accredia per questo schema nel luglio 2024. Prima di scegliere conviene verificare l'accreditamento nella banca dati di Accredia.

Fonti

  1. ISO — ISO 19443:2018, Quality management systems for the nuclear energy supply chain (ITNS)
  2. RINA — Nuova estensione della certificazione ISO 19443 (16/02/2026)
  3. ICIM — Schema di certificazione UNI EN ISO 19443, rev. 03 del 23/03/2026
  4. ICIM — ICIM SpA accreditata per la UNI EN ISO 19443 (15/07/2024)
  5. LRQA — ISO 19443, le domande più frequenti
  6. LRQA — Brembana & Rolle, certificazione ISO 19443 (19/05/2026)
  7. EDF — EDF's robust qualification process (fornitori)
  8. World Nuclear News — Westinghouse places initial orders for Polish plant (14/10/2026)
  9. ANSA — Ansaldo Energia, già 70 PMI pronte a certificarsi per il nucleare (06/10/2026)

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