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Guida · aggiornata il 29 settembre 2026

Nucleare in Italia: la guida completa

Da dove veniamo, cosa prevede la legge delega del 2026, quali tecnologie sono in gioco, chi sono gli attori e quali tempi sono realistici. Tutto quello che serve per orientarsi, aggiornato.

In breve

  • L'Italia non produce energia nucleare dal 1990: due referendum, nel 1987 e nel 2011, hanno fermato prima le centrali e poi il tentativo di ripartire.
  • Il 23 settembre 2026 il Parlamento ha approvato una legge delega: il governo ha 12 mesi dall'entrata in vigore per scrivere i decreti con le regole vere.
  • La legge è neutrale sulla tecnologia, ma il dibattito ruota intorno ai piccoli reattori modulari (SMR) e ai reattori avanzati.
  • Le prime centrali sono stimate dal governo al 2033-34. I nodi aperti sono tre: consenso politico, rifiuti, finanziamento.

Da dove veniamo

L'Italia è stata tra i primi paesi europei a usare l'energia nucleare. Aveva quattro centrali: Latina, Garigliano, Trino e Caorso. Dopo l'incidente di Chernobyl, il referendum del 1987 ha avviato l'uscita dal nucleare, e gli impianti sono stati fermati tra il 1978 e il 1990.

Un secondo tentativo di ritorno, avviato alla fine degli anni Duemila, si è chiuso con il referendum del 2011, dopo Fukushima: votò il 54,8% degli aventi diritto e oltre il 94% si espresse per l'abrogazione.

Le vecchie centrali sono in fase di smantellamento, affidato alla società pubblica Sogin. Secondo l'ARERA, a inizio 2026 l'avanzamento era al 32%, con un costo complessivo stimato in circa 11 miliardi di euro. Il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi è atteso intorno al 2041.

Cosa prevede la legge delega del 2026

La legge approvata dalla Camera il 4 giugno e dal Senato il 23 settembre 2026 non autorizza nessun impianto. È una delega: indica al governo le materie da regolare e i principi da seguire.

  • Tempi: 12 mesi dall'entrata in vigore per adottare i decreti legislativi, più 24 mesi da ciascun decreto per eventuali correttivi. Il governo punta ad adottare i primi entro la fine del 2026.
  • Materie: programma nazionale, costruzione ed esercizio degli impianti, autorizzazioni, localizzazione dei siti, sicurezza e autorità di controllo, combustibile e rifiuti, smantellamento, ricerca, fusione e idrogeno da fonte nucleare.
  • Autorità: la legge prevede il riordino dei controlli e la possibile istituzione di un'autorità indipendente per la sicurezza nucleare. Oggi la funzione è dell'ISIN.
  • Risorse: 20 milioni di euro l'anno nel 2027, 2028 e 2029, più fondi per l'informazione pubblica. Servono alla fase preparatoria, non a costruire impianti.

Lo stato di avanzamento di ogni decreto è nel nostro tracker dei decreti attuativi.

Quali tecnologie

La legge ammette "le migliori tecnologie nucleari, comprese quelle modulari e avanzate", senza sceglierne una. Nel dibattito italiano contano tre famiglie:

  • SMR, piccoli reattori modulari: impianti fino a circa 300 megawatt elettrici, in gran parte costruiti in fabbrica. La maggior parte usa acqua in pressione, la tecnologia più diffusa al mondo. Per capire come funzionano, guarda lo schema 3D in prima pagina.
  • Reattori avanzati (AMR, quarta generazione): usano refrigeranti diversi dall'acqua, come il piombo fuso scelto da newcleo, società fondata nel 2021 da imprenditori italiani. Promettono efficienza e sicurezza maggiori, ma sono meno maturi.
  • Fusione: citata dalla legge, ma su un orizzonte molto più lungo.

Le opzioni concrete sono tre: il reattore Nuward di EDF proposto con Edison, le soluzioni che sta valutando Nuclitalia (Enel, Ansaldo Energia, Leonardo), con un white paper atteso a novembre 2026, e i reattori al piombo di newcleo. Le analizziamo nel dettaglio in SMR in Italia: tre strade sul tavolo.

I tempi realistici

Il calendario ufficiale è ambizioso: decreti entro fine 2026, prime centrali verso il 2033-34 secondo il governo, 2035 per il Nuward secondo Edison ed EDF. Per confronto, la Polonia, che parte da zero come l'Italia, prevede la prima elettricità dalla sua prima centrale nel 2036, dopo anni di preparazione.

Tra una legge delega e una centrale in funzione servono: decreti attuativi, scelta della tecnologia, individuazione dei siti con il consenso dei territori, un'autorità di controllo operativa, autorizzazioni, un modello di finanziamento e anni di cantiere. Ognuno di questi passaggi può slittare. Le tappe principali sono nel calendario del tracker.

I tre nodi aperti

  1. Il consenso politico. Gli italiani hanno già votato due volte contro il nucleare. Un nuovo referendum abrogativo è possibile, con una finestra realistica nel 2028, e le elezioni del 2027 pesano quanto il referendum.
  2. I rifiuti. Finché il Deposito nazionale non ha un sito, ogni comunità candidata a ospitare un reattore potrà chiedere dove finiranno le scorie. La legge prevede autocandidature dei territori e garanzie finanziarie a carico degli operatori.
  3. Il finanziamento. La legge non dice chi pagherà gli impianti. In Europa si usano modelli diversi, dal RAB britannico ai contratti per differenza: la scelta italiana deciderà la bancabilità dei progetti.

Ne parliamo in Referendum, scorie e finanziamenti: i tre rischi.

Chi sono gli attori

ChiRuolo
Governo e Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza EnergeticaScrivono i decreti attuativi e il programma nazionale.
ISINIspettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione: oggi è l'autorità di controllo.
SoginSocietà pubblica che smantella le vecchie centrali e gestisce i rifiuti radioattivi.
NuclitaliaSocietà di Enel (51%), Ansaldo Energia (39%) e Leonardo (10%) che studia le tecnologie SMR per l'Italia.
Edison ed EDFPropongono il reattore modulare Nuward, con una rete di partner industriali italiani.
newcleoSviluppa reattori avanzati raffreddati a piombo.
Ansaldo NucleareSocietà di ingegneria nucleare con esperienza in progetti all'estero.

Cosa significa per le imprese

Per chi vuole lavorare nella filiera, il momento utile è adesso: i requisiti si decideranno nei prossimi mesi e la qualificazione richiede anni. Servono un sistema qualità specifico (lo standard di riferimento è la ISO 19443), tracciabilità completa, codici di costruzione dedicati e audit dei committenti. Il percorso è spiegato in Diventare fornitore del nucleare.

Per le parole tecniche, tieni a portata di mano il nostro glossario del nucleare.

Domande frequenti

L'Italia ha centrali nucleari attive?

No. Le quattro centrali italiane (Latina, Garigliano, Trino e Caorso) sono state fermate tra il 1978 e il 1990 e sono in fase di smantellamento, gestito da Sogin.

Cosa ha approvato il Parlamento nel 2026?

Una legge delega, approvata in via definitiva dal Senato il 23 settembre 2026. Non autorizza impianti: dà al governo 12 mesi dall'entrata in vigore per scrivere i decreti legislativi con le regole su siti, autorizzazioni, sicurezza, rifiuti e smantellamento.

Quando potrebbe entrare in funzione la prima centrale?

Il governo stima il 2033-34; Edison ed EDF indicano il 2035 per un reattore Nuward in Italia. Sono obiettivi, non impegni: dipendono dai decreti attuativi, dalla scelta della tecnologia, dal finanziamento e dal consenso politico.

Cosa sono gli SMR?

Small Modular Reactors, piccoli reattori modulari: impianti fino a circa 300 megawatt elettrici, progettati per essere costruiti in buona parte in fabbrica. Sono la tecnologia di cui si parla di più per l'Italia.

Potrebbe esserci un nuovo referendum?

Sì, un referendum abrogativo è possibile. Secondo l'impostazione riportata dall'ANSA, la finestra realistica sarebbe il 2028, dopo le elezioni politiche attese nel 2027.

Dove finiranno i rifiuti radioattivi?

Il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi non ha ancora un sito ed è atteso intorno al 2041 secondo l'ARERA. La legge delega prevede autocandidature dei territori e garanzie finanziarie a carico degli operatori.

Fonti

  1. Radar Nucleare — Legge delega sul nucleare: cosa è deciso, cosa no
  2. Radar Nucleare — Referendum, scorie e finanziamenti: i tre rischi
  3. Radar Nucleare — SMR in Italia: tre strade sul tavolo
  4. Radar Nucleare — Diventare fornitore del nucleare

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