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Quando torna il nucleare in Italia? Dal 2033 al 2041, le tappe e i tempi reali

Il governo indicava le prime centrali nel 2033-34, ora il ministro parla di 15 anni. Le fasi che separano la legge delega dal primo chilowattora, quanto durano negli altri paesi e cosa significa per chi pianifica investimenti e forniture.

In breve

  • Il 4 ottobre il ministro Pichetto Fratin ha riconosciuto che il nucleare in Italia "arriverà fra 15 anni", cioè intorno al 2041. Fino a pochi giorni prima la stima del governo per le prime centrali era il 2033-34.
  • Tra la legge delega, in vigore dal 15 ottobre, e il primo reattore in rete ci sono almeno cinque fasi: decreti, programma e autorità, scelta della tecnologia, sito e autorizzazione, costruzione.
  • Le esperienze estere più vicine indicano 10-15 anni dalla decisione politica al primo impianto. Il 2033 richiede che tutto vada senza intoppi.
  • Per le imprese l'orizzonte che conta non è il primo chilowattora ma il primo ordine, che arriva anni prima.

"Quando torna il nucleare in Italia?" è la domanda più semplice e quella con la risposta più incerta. Nelle ultime due settimane il governo ha dato due orizzonti diversi. Il 26 settembre, in un'intervista, il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin confermava la stima di prime centrali nel 2033-34. Il 4 ottobre, a Saint-Vincent, lo stesso ministro ha detto che il nucleare "arriverà fra 15 anni", aggiungendo che se non si parte ora non arriverà mai. Quindici anni da oggi portano al 2041.

Le due date non sono necessariamente in contraddizione: la prima è lo scenario in cui ogni passaggio va nel modo più rapido possibile, la seconda è più vicina ai tempi osservati negli altri paesi. Per chi deve pianificare investimenti o forniture conviene smontare il calendario fase per fase.

Le fasi tra la legge e il primo reattore

1. I decreti legislativi. La legge 169/2026 entra in vigore il 15 ottobre 2026: da quel giorno il governo ha 12 mesi, fino al 15 ottobre 2027, per adottare i decreti su impianti, siti, autorizzazioni, sicurezza, rifiuti e smantellamento. Il ministro ha ribadito l'obiettivo di chiudere entro fine anno. Ogni decreto però passa per l'esame preliminare del Consiglio dei ministri, i pareri parlamentari e l'approvazione definitiva: il quadro completo nel 2027 è un'ipotesi più prudente. Lo stato di ogni ambito è nel tracker dei decreti.

2. Programma nazionale e autorità di controllo. I decreti prevedono un programma nazionale e un riordino della vigilanza, con la possibile nascita di un'autorità indipendente per la sicurezza nucleare. Un'autorità nuova deve essere costituita, dotata di personale e messa in condizione di valutare un progetto: anche nel migliore dei casi non è questione di mesi.

3. La scelta della tecnologia. La legge è neutrale. Il prossimo segnale è il white paper di Nuclitalia (Enel, Ansaldo Energia, Leonardo) sugli SMR, atteso a novembre; intanto Edison ed EDF propongono il Nuward e altri progetti sono sul tavolo. Ne abbiamo parlato nell'analisi sulla scelta tecnologica.

4. Sito e autorizzazione. Servono un sito, la consultazione dei territori e l'autorizzazione del progetto. È la fase più esposta a ritardi, perché somma valutazioni tecniche, consenso locale e possibili ricorsi. Molto dipenderà dalla possibilità di riconoscere le licenze già rilasciate da regolatori esteri.

5. La costruzione. Per un piccolo reattore modulare costruito in un paese con esperienza nucleare, il riferimento più concreto oggi è il Canada: il primo BWRX-300 di Darlington, approvato nel 2025, è previsto in esercizio a fine 2029. Per i grandi reattori europei le esperienze recenti sono state molto più lunghe.

Quanto ci mettono gli altri

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) stima che per un paese che avvia un programma nucleare passino circa 10-15 anni dalla prima valutazione al primo impianto in esercizio. L'Italia non parte esattamente da zero, perché ha una filiera che lavora per l'estero, Sogin e centri di ricerca, ma non ha un regolatore abituato a licenziare nuovi reattori da quasi quarant'anni.

  • Emirati Arabi Uniti: costruzione avviata nel 2012, prima unità di Barakah in esercizio commerciale ad aprile 2021. È il caso più rapido di un paese nuovo al nucleare, con un fornitore unico e una forte regia statale.
  • Polonia: il programma è in preparazione da oltre un decennio; a settembre 2026 sono stati concordati i termini commerciali per i tre AP1000 di Lubiatowo-Kopalino, con permesso di costruzione atteso nel 2027 e prima elettricità indicata al 2036.
  • Repubblica Ceca: contratto con KHNP firmato a giugno 2025, quattro anni di fase preparatoria, avvio dei lavori previsto nel 2029 e prima unità in prova nel 2036. Qui il paese ha già quattro decenni di esercizio nucleare.
  • Francia e Finlandia: Flamanville 3 è entrato in rete a dicembre 2024 dopo lavori iniziati nel 2007; Olkiluoto 3 ha avviato la produzione regolare nel 2023, 18 anni dopo l'inizio del cantiere. Sono primi esemplari di un nuovo modello e mostrano quanto possa costare il rischio del "primo di una serie".
Anche un paese con esperienza come la Repubblica Ceca prevede oltre dieci anni tra la firma del contratto e la prima unità in prova. L'Italia deve ancora scrivere le regole e scegliere la tecnologia.

Come leggere il 2033 e il 2041

Il 2033-34 presuppone che decreti, autorità, scelta tecnologica e autorizzazione si sovrappongano quasi completamente, e che la costruzione di un SMR duri pochi anni come previsto dai suoi sviluppatori. Anche il calendario proposto da Edison ed EDF, con cantieri dal 2030 e un primo impianto in Italia nel 2035, è un obiettivo dichiarato dai proponenti, non una previsione indipendente.

Il 2041 è coerente con l'intervallo indicato dall'AIEA e con i tempi di Polonia e Repubblica Ceca. È anche l'anno in cui l'ARERA colloca l'entrata in funzione del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi: una coincidenza che pesa, perché il tema dei rifiuti sarà centrale nella scelta dei siti. Ne abbiamo scritto nell'analisi sui tre rischi del nucleare italiano, insieme al possibile referendum abrogativo, che secondo il governo cadrebbe nel 2028.

La nostra lettura: fino a quando decreti, sito e tecnologia non saranno definiti, ogni data va considerata un obiettivo. Il primo indicatore concreto sarà il rispetto della scadenza di fine anno per i decreti.

Cosa significa per le imprese

Per un fornitore la data che conta non è quella del primo chilowattora, ma quella dei primi ordini, che arrivano molti anni prima. In Polonia oltre 1 miliardo di zloty di lavori è già stato affidato a imprese locali, circa dieci anni prima della prima elettricità prevista. Con un primo impianto italiano tra il 2035 e il 2041, gli ordini per ingegneria, opere civili e componenti a lunga consegna cadrebbero indicativamente nella seconda metà di questo decennio.

  • La qualificazione richiede anni: sistemi qualità come la ISO 19443, codici di costruzione e audit dei committenti vanno preparati prima degli ordini. I passi sono nell'analisi su come diventare fornitore del nucleare.
  • Le commesse estere sono il ponte: Polonia, Repubblica Ceca e Francia hanno cantieri e gare prima dell'Italia. Lavorarci permette di qualificarsi mentre il programma italiano prende forma.
  • Per gli investitori: un orizzonte di 15 anni, con elezioni nel 2027 e un possibile referendum nel 2028, significa che il valore del nucleare italiano oggi è soprattutto un'opzione. I segnali da pesare sono i decreti e il modello di finanziamento, più delle date annunciate.

Cosa monitorare

  • L'entrata in vigore della legge il 15 ottobre e i primi schemi di decreto in Consiglio dei ministri, attesi entro fine anno.
  • Il white paper di Nuclitalia a novembre: tecnologia, taglia e calendario indicati.
  • Le regole sul riconoscimento delle licenze estere, che possono accorciare l'autorizzazione di anni.
  • La costituzione dell'autorità per la sicurezza nucleare e il suo organico.
  • Il Summit sul nucleare civile Italia-Francia del 12 ottobre a Milano.

Per i termini tecnici rimandiamo al glossario; il quadro generale è nella guida al nucleare in Italia e gli aggiornamenti quotidiani nelle notizie.

Fonti

  1. ANSA — Pichetto, il nucleare arriverà fra 15 anni ma è la scelta del futuro (04/10/2026)
  2. SoldiOnline — Nucleare in Italia: perché Pichetto parla di 15 anni (e dei decreti) (04/10/2026)
  3. Il Nord Est — Intervista a Gilberto Pichetto Fratin (26/09/2026)
  4. TuttoAmbiente — Energia nucleare, nuove disposizioni in Gazzetta (legge 169/2026)
  5. IAEA — Milestones Approach
  6. Bechtel — Bechtel-Westinghouse consortium and PEJ agree on main commercial terms for Poland's first nuclear power plant
  7. World Nuclear News — Dukovany project on schedule, says Czech ministry's progress report
  8. World Nuclear News — Czech minister says KHNP contract timetable still on track (24/01/2025)
  9. NucNet — Go-ahead for project to build Canada's first small modular reactors (08/05/2025)
  10. World Nuclear News — UAE's first nuclear unit starts commercial operation (2021)
  11. World Nuclear News — France's Flamanville EPR starts supplying power (12/2024)
  12. World Nuclear News — Finnish EPR enters regular electricity production (04/2023)
  13. ANSA — Edison, Edf e Nuward avanti con nucleare europeo, filiera italiana centrale (18/09/2026)

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