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Chi autorizzerà le centrali? L'autorità di sicurezza nucleare è il collo di bottiglia del ritorno italiano

La legge delega lascia aperta la nascita di un'autorità indipendente e prevede il riconoscimento delle licenze estere. Cosa fa oggi l'ISIN, con quali forze, come lavorano gli altri regolatori europei e perché tempi e costi dei progetti dipendono da questa scelta.

In breve

  • Prima di qualsiasi cantiere serve un'autorità di sicurezza capace di esaminare un progetto di reattore. In Italia oggi questa funzione è dell'ISIN, un ispettorato nato per vigilare su impianti in dismissione e rifiuti, non su nuove centrali.
  • La legge delega n. 169/2026 non decide: chiede al governo di "valutare" l'istituzione di un'autorità amministrativa indipendente, mette i costi dei controlli a carico degli operatori e prevede il riconoscimento dei titoli rilasciati da autorità di paesi dell'Agenzia per l'energia nucleare dell'OCSE (NEA).
  • Il riconoscimento delle licenze estere è la leva più importante per i tempi: può far risparmiare anni, ma solo se l'autorità italiana avrà le competenze per usarlo.
  • Altrove i regolatori lavorano già insieme: sei autorità europee hanno esaminato in parallelo il progetto Nuward. L'Italia per ora non è tra queste.

Il dibattito sul nucleare italiano si concentra su tecnologie, siti e costi. Ma c'è un passaggio che viene prima di tutti questi e che determina quanto tempo servirà davvero: chi esaminerà e autorizzerà i progetti. Con la legge delega in vigore dal 15 ottobre, la scelta su come organizzare la sicurezza nucleare è uno dei primi temi dei decreti attuativi (lo seguiamo nel tracker). Per imprese e investitori conta più di quanto sembri.

Cosa dice la legge

Il testo approvato dalla Camera e confermato senza modifiche dal Senato contiene quattro indicazioni sul tema:

  • Un'autorità indipendente, forse. Il governo deve riordinare sicurezza, vigilanza e controllo, anche sopprimendo o accorpando enti esistenti, e valutare l'istituzione di un'autorità amministrativa indipendente per la sicurezza nucleare, con compiti di certificazione, vigilanza e controllo secondo le migliori pratiche europee e internazionali.
  • Un titolo abilitativo unico gestito dal Mase. Il ministero dell'Ambiente conduce i procedimenti integrati, e il titolo sostituisce ogni altra autorizzazione (esclusa la valutazione di impatto ambientale), nel rispetto delle competenze dell'autorità di sicurezza.
  • Il riconoscimento dei titoli esteri. I decreti devono disciplinare il riconoscimento di titoli e certificazioni rilasciati da autorità di paesi membri della NEA o di paesi con accordi bilaterali di cooperazione nucleare con l'Italia, ferme restando le competenze dell'autorità nazionale.
  • Controlli pagati dagli operatori, in tempi certi. Gli oneri delle verifiche di sicurezza e radioprotezione sono a carico degli esercenti. La legge però non stanzia risorse aggiuntive per il regolatore.

Da dove si parte: l'ISIN

L'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione esiste dal 2014 (decreto legislativo n. 45) ed è l'autorità di regolamentazione competente secondo le direttive europee. Il suo lavoro attuale riguarda la dismissione dei vecchi impianti, i rifiuti radioattivi, le sorgenti e la radioprotezione.

I numeri della relazione presentata a luglio 2026 al Parlamento danno la misura: 17 installazioni nucleari sotto vigilanza, 45 ispezioni e 35 sopralluoghi tecnici nel 2025, otto nuovi ispettori assunti nell'anno per arrivare a 17 unità operative, con l'obiettivo di superare le 20 nei prossimi due anni. L'ISIN stima un aumento del 70% dell'attività di vigilanza nel 2026. Il sistema di tariffe a carico degli operatori, previsto da tempo per garantirne l'autonomia finanziaria, non è ancora pienamente operativo, secondo la coordinatrice della Consulta dell'Ispettorato.

Il direttore Francesco Campanella ha proposto l'ISIN come base della futura autorità, sostenendo che l'ente è pronto alla sfida dei nuovi reattori. È una posizione legittima, e il patrimonio di competenze esiste. Ma esaminare il rapporto di sicurezza di un reattore nuovo è un lavoro di dimensioni diverse: richiede specialisti di termoidraulica, materiali, sistemi di controllo, sicurezza sismica e radioprotezione, in numero sufficiente a sostenere più istruttorie in parallelo.

Il calendario di un programma nucleare lo scrive l'autorità di sicurezza, non il governo: se non ha persone e regole, ogni data è teorica.

Come lavorano gli altri

La cooperazione tra regolatori. Il caso più rilevante per l'Italia è Nuward, il piccolo reattore di EDF che Edison propone anche per il nostro paese (ne abbiamo parlato nell'analisi sugli SMR). La sua revisione preliminare congiunta, guidata dall'autorità francese, ha coinvolto nella seconda fase sei regolatori: Francia, Finlandia, Repubblica Ceca, Polonia, Svezia e Paesi Bassi. Il rapporto finale di dicembre 2025 ha rilevato che le differenze tra paesi nascono più dalle guide applicative e dalla loro interpretazione che dai requisiti di sicurezza in sé, e che l'esame comune ha fatto emergere prima i punti critici. L'Italia non ha partecipato.

Regole adattate ai piccoli reattori. In Finlandia l'autorità STUK sta riscrivendo i propri requisiti in forma meno prescrittiva e ha introdotto una valutazione preliminare del progetto prima della licenza di costruzione. La riforma della legge nucleare finlandese terrà conto delle revisioni su Nuward e su altri progetti.

Tempi lunghi anche dove si parte prima. In Polonia la società di progetto PEJ ha presentato la domanda di licenza di costruzione per la prima centrale nella primavera 2026, con l'inizio della costruzione del reattore atteso a fine 2028 e l'entrata in esercizio commerciale dal 2036. Il percorso di licenza si misura in anni anche con un regolatore già strutturato.

Perché il riconoscimento delle licenze estere è la chiave

Se l'Italia adotterà un reattore già esaminato in Francia, negli Stati Uniti o in un altro paese NEA, il riconoscimento previsto dalla legge può evitare di ripetere da zero l'intera valutazione. Ma "riconoscere" non significa "copiare": l'autorità italiana dovrà comunque verificare il sito, la sismicità del territorio (più elevata che in molti paesi del Nord Europa), le differenze normative e le modifiche al progetto. Per farlo servono competenze proprie, la stessa ragione per cui partecipare presto alle revisioni congiunte avrebbe un valore concreto.

In altre parole, il riconoscimento riduce il lavoro, ma non elimina la necessità di un regolatore forte. Senza di esso il rischio è doppio: tempi più lunghi e decisioni più facili da contestare in sede giudiziaria.

Cosa significa per le imprese

Per i fornitori, l'autorità definirà le regole su qualità, qualifica dei componenti e controlli che finiranno nei capitolati. Se l'Italia si allineerà a uno standard già usato all'estero (francese o statunitense, a seconda della tecnologia), la qualificazione ottenuta per progetti esteri sarà più facile da spendere in Italia. È un motivo in più per seguire i percorsi descritti nella nostra analisi sulla qualificazione dei fornitori.

Per gli sviluppatori e gli investitori, il regolatore è il principale fattore di rischio sui tempi, e quindi sul costo del capitale. Un'autorità indipendente, dotata di personale e di tariffe a carico degli operatori, rende il percorso più prevedibile; un assetto incerto o sottodimensionato lo allunga. Tra i rischi del programma questo è il meno discusso.

Per i professionisti si apre una domanda di competenze rara in Italia: ingegneri della sicurezza nucleare, esperti di licensing e radioprotezione serviranno sia al regolatore sia alle imprese che dovranno preparare la documentazione. La legge prevede misure per la formazione, ma il mercato rischia di essere conteso.

Cosa monitorare

  • Il decreto attuativo su sicurezza, vigilanza e autorità di controllo: se nascerà un'autorità indipendente, con quale organico, quale finanziamento e quale rapporto con l'ISIN.
  • La disciplina del riconoscimento dei titoli esteri: quali paesi, quali documenti, quanta verifica nazionale resta.
  • La missione di revisione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA) prevista nel 2026 sull'assetto regolatorio italiano.
  • Un eventuale ingresso dell'Italia nelle revisioni congiunte dei progetti SMR, a partire dalla prossima fase su Nuward.

Il percorso completo è nella guida al nucleare in Italia e nella nostra analisi su quando torna il nucleare; i termini tecnici sono nel glossario. Gli aggiornamenti sono nella sezione Notizie.

Domande frequenti

Chi autorizzerà le nuove centrali nucleari in Italia?

Il titolo abilitativo unico sarà rilasciato dal ministero dell'Ambiente, nel rispetto delle competenze dell'autorità di sicurezza nucleare. Oggi questa funzione è dell'ISIN; secondo le anticipazioni del ministero del 15 ottobre 2026, il primo decreto attuativo istituirà una nuova autorità nazionale indipendente.

Cos'è l'ISIN?

È l'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, l'autorità di regolamentazione italiana dal 2014 (d.lgs. 45/2014). Vigila sulla dismissione dei vecchi impianti, sui rifiuti radioattivi, sulle sorgenti e sulla radioprotezione; secondo la relazione al Parlamento di luglio 2026 aveva 17 unità operative di ispettori, con l'obiettivo di superare le 20 in due anni.

Le licenze ottenute all'estero varranno in Italia per i nuovi reattori?

La legge 169/2026 prevede il riconoscimento di titoli e certificazioni rilasciati da autorità di paesi membri dell'Agenzia per l'energia nucleare dell'OCSE (NEA) o con accordi bilaterali, ferme restando le competenze dell'autorità italiana. Questa dovrà comunque verificare sito, sismicità, differenze normative e modifiche al progetto.

Chi paga i controlli di sicurezza sulle centrali nucleari?

Secondo la legge 169/2026 gli oneri delle verifiche di sicurezza e radioprotezione sono a carico degli esercenti degli impianti. La legge non stanzia però risorse aggiuntive per il regolatore.

L'Italia partecipa alle revisioni europee congiunte dei progetti SMR?

Fino a ottobre 2026 no. La revisione preliminare congiunta del Nuward di EDF ha coinvolto sei regolatori (Francia, Finlandia, Repubblica Ceca, Polonia, Svezia e Paesi Bassi), con un rapporto finale a dicembre 2025, senza la partecipazione dell'Italia.

Fonti

  1. Camera dei deputati — Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile, testo delle Commissioni (A.C. 2669, maggio 2026)
  2. Ambiente & Sicurezza sul Lavoro — In Gazzetta la legge recante Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile
  3. Energia Oltre — Sicurezza nucleare, l'Isin al Senato: l'Ispettorato sia asset strategico per il futuro del Paese (07/07/2026)
  4. MeteoWeb — Sicurezza nucleare in Italia, presentato il rapporto ISIN (luglio 2026)
  5. World Nuclear News — Second phase of Nuward review completed (09/12/2025)
  6. STUK — Small modular reactors
  7. ANS Nuclear Newswire — Construction license application submitted for Poland's first nuclear plant (02/04/2026)
  8. Businessonline — Via libera alla legge sul nucleare: i nodi da sciogliere tra autorizzazioni, regole e tempi

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