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Quanto costa il nucleare in Italia? I numeri del Politecnico sui piccoli reattori, scenario per scenario
Il Politecnico di Milano stima il costo dell'elettricità del primo SMR italiano tra 110 e 217 euro al MWh, Nuward parla di circa 3 miliardi per unità. Cosa c'è dietro le cifre, cosa le fa salire o scendere e cosa significa per imprese e investitori.
In breve
- Secondo il Nuclear Energy Innovation Outlook 2026 di Energy&Strategy (Politecnico di Milano), l'elettricità del primo piccolo reattore modulare (SMR) italiano costerebbe tra 110 e 217 euro al MWh. L'intervallo che gli autori considerano realistico è 135-196 euro.
- La forbice dipende soprattutto da due variabili: il costo di costruzione per kW (da 7.000 a 9.000 euro) e la durata del cantiere (da 5 a 8 anni), che pesano attraverso il costo del capitale.
- Con la produzione in serie, i reattori successivi scenderebbero a 110-147 euro al MWh al 2050 nello scenario più favorevole.
- Sono stime di un centro di ricerca, non prezzi di contratto. Per imprese e investitori dicono una cosa precisa: il primo impianto costa di più, e chi si fa carico di quel sovraccosto è la vera domanda che i decreti attuativi dovranno affrontare.
Da quando la legge delega è in vigore, la domanda più frequente sul nucleare italiano non riguarda più il "se" ma il "quanto". Nell'ultima settimana di ottobre sono arrivate due risposte: la prima stima indipendente sul costo dell'energia di un SMR costruito in Italia, dal Politecnico di Milano, e la prima cifra per singola unità indicata da uno dei fornitori in corsa, Nuward (gruppo EDF). Mettiamo in fila i numeri e vediamo cosa li muove.
I tre scenari del Politecnico
Il rapporto, presentato il 28 ottobre a Milano, calcola il costo livellato dell'energia (LCOE, la cifra per MWh che ripaga in tutta la vita dell'impianto investimento, esercizio, combustibile e capitale; la definizione è nel glossario) del primo SMR italiano in tre scenari:
- Conservativo: 9.000 euro per kW installato, 8 anni di cantiere, 217 euro al MWh.
- Standard: 8.000 euro per kW, 6 anni di cantiere, 150 euro al MWh.
- Ottimizzato: 7.000 euro per kW, 5 anni di cantiere, 110 euro al MWh.
Gli autori restringono poi l'intervallo ritenuto realistico per il primo impianto a 135-196 euro al MWh. Per gli impianti successivi, standardizzati, il costo stimato al 2050 è 110-147 euro con uno sviluppo industriale rapido e 115-154 euro con uno sviluppo più graduale. Il rapporto indica come obiettivo un primo impianto operativo entro il 2035.
Un dettaglio che conta: lo stesso rapporto scrive che il nucleare "non è la fonte di energia elettrica più conveniente". Il suo argomento è un altro: in un sistema con il 75-83% di rinnovabili non programmabili al 2050, una produzione continua e programmabile riduce gli investimenti necessari in reti e accumuli. Secondo il Politecnico un mix ottimizzato di rinnovabili e fonti programmabili a basse emissioni (nucleare e gas con cattura della CO₂) potrebbe ridurre del 15-17% il costo medio di generazione entro il 2050.
Perché la forbice è così ampia
Tra lo scenario migliore e il peggiore il costo quasi raddoppia. La differenza non viene dal combustibile, che nel nucleare pesa poco, ma da due fattori legati all'investimento.
Il primo è il costo di costruzione. Passare da 7.000 a 9.000 euro per kW significa, per un impianto da 300 MW, una differenza dell'ordine di 600 milioni di euro. Il secondo è il tempo: ogni anno di cantiere in più è un anno di interessi su capitale già speso senza ricavi. Per questo il rapporto lega l'intervallo realistico "soprattutto a tempi di realizzazione, costi di investimento e del capitale".
L'esperienza europea spiega perché il tempo è la variabile da guardare. A Hinkley Point C, nel Regno Unito, EDF ha spostato l'avvio della prima unità al 2030, contro il 2025 previsto all'inizio, e secondo la stampa britannica la stima dei costi è salita fino a circa 35 miliardi di sterline (in moneta 2015), quasi il doppio dei 18 iniziali. Sono reattori grandi e di primo esemplare in quel paese: proprio il tipo di rischio che gli SMR promettono di ridurre con moduli costruiti in fabbrica, ma che nessun SMR ha ancora dimostrato di evitare in Europa.
Il confronto con Nuward e con il prezzo di oggi
In un'intervista a Quotidiano Energia l'amministratore delegato di Nuward, Julien Garrel, ha stimato in circa 3 miliardi di euro il costo di ogni unità, aggiungendo che il primo impianto in Italia avrà bisogno di un sostegno pubblico mentre il secondo potrà reggersi sul mercato. È una stima del produttore, non un'offerta vincolante: va letta come ordine di grandezza, coerente con l'idea, presente anche nel rapporto del Politecnico, che il primo impianto sia il più caro.
Per un riferimento sul mercato: nel 2025 il prezzo unico nazionale (PUN) dell'elettricità all'ingrosso è stato in media di circa 115 euro al MWh. Il confronto va fatto con cautela, perché il PUN è un prezzo di mercato che varia ogni ora e dipende in gran parte dal gas, mentre l'LCOE è un costo medio di lungo periodo. Ma aiuta a capire la posizione del primo SMR: nell'intervallo realistico del Politecnico (135-196 euro) costerebbe più del prezzo medio di oggi. È questo scarto, e la sua incertezza, che un meccanismo di sostegno dovrebbe coprire.
Il numero da guardare non è il costo medio dell'energia nucleare, ma chi si prende il rischio che il primo impianto costi più del previsto.
Cosa significa per le imprese
Per gli investitori, il messaggio del rapporto è che il valore sta nella serie, non nel singolo impianto. Il Politecnico chiede modelli basati su consorzi, una ripartizione chiara dei rischi tra pubblico e privato, tempi autorizzativi certi e componenti prodotti in serie. Sono i nodi che nella nostra analisi su CfD, RAB e modelli europei confrontiamo con le scelte di Regno Unito, Repubblica Ceca e Polonia. Un progetto senza uno di questi strumenti sarà difficile da finanziare a costi di capitale accettabili.
Per i grandi consumatori, un costo di 135-196 euro al MWh non è competitivo con il mercato di oggi, ma può esserlo un contratto di lungo periodo a prezzo stabile, se il valore della prevedibilità compensa il premio. Il tema è nella nostra analisi su energivori e data center.
Per i fornitori, lo scenario ottimizzato dipende in larga parte da loro: costo per kW e tempi di cantiere si abbassano con componenti standard, qualità certificata al primo colpo e consegne puntuali. Il rapporto riconosce alla filiera italiana competenze in grandi forgiati, recipienti in pressione, tubi, componenti meccanici, ingegneria e smantellamento, e indica come condizioni partnership internazionali, specializzazione, export e personale qualificato. La strada della qualificazione è descritta nella nostra analisi sui fornitori del nucleare.
Cosa manca per avere numeri più solidi
Tutte le cifre disponibili oggi sono stime, per tre ragioni. Non è stata scelta una tecnologia, e i costi per kW cambiano molto tra i progetti in gara (lo spieghiamo nell'analisi sulla scelta tecnologica). Non esistono ancora regole italiane su autorizzazioni e sostegno agli investimenti: il ministro Pichetto Fratin ha indicato l'inizio di dicembre per avere pronti i decreti attuativi, che dopo il Consiglio dei ministri dovranno passare dai pareri del Parlamento (stato aggiornato nel tracker). E non c'è ancora nessun SMR di questa generazione in esercizio commerciale in Europa da cui ricavare costi reali.
Il calendario realistico dei primi impianti, e le ragioni per cui conviene leggere le date ufficiali come obiettivi, sono nell'analisi quando torna il nucleare in Italia.
Cosa monitorare
- I decreti attuativi attesi a dicembre: se e come prevedono strumenti di sostegno agli investimenti (contratti per differenza, garanzie, modello RAB).
- Il white paper di Nuclitalia atteso a novembre, con le valutazioni sulle tecnologie SMR candidate.
- Nuove stime di costo dai fornitori (Nuward, Westinghouse, GE Vernova-Hitachi, newcleo) e soprattutto le prime offerte vincolanti in Europa.
- I costi effettivi dei primi SMR in costruzione all'estero, a partire dal BWRX-300 di Darlington in Canada.
- Il prezzo all'ingrosso dell'elettricità: un PUN stabilmente alto riduce lo scarto da coprire, uno in calo lo allarga.
Il quadro generale è nella guida al nucleare in Italia; gli aggiornamenti quotidiani nella sezione Notizie, dove trovi anche il nostro commento allo studio del Politecnico e all'intervista a Nuward.
Domande frequenti
Quanto costa l'energia di un piccolo reattore nucleare in Italia?
Secondo il Nuclear Energy Innovation Outlook 2026 di Energy&Strategy del Politecnico di Milano, presentato il 28 ottobre 2026, l'energia del primo SMR italiano costerebbe tra 110 e 217 euro al MWh a seconda dello scenario; l'intervallo che gli autori considerano realistico è 135-196 euro al MWh. Sono stime di un centro di ricerca, non prezzi di contratto.
Perché le stime sul costo del nucleare sono così diverse?
Soprattutto per il costo di costruzione, da 7.000 a 9.000 euro per kW negli scenari del Politecnico, e per la durata del cantiere, da 5 a 8 anni, che pesa attraverso gli interessi sul capitale. Il combustibile incide poco sul costo finale.
Quanto costa costruire un reattore SMR?
L'amministratore delegato di Nuward (gruppo EDF), Julien Garrel, ha stimato in circa 3 miliardi di euro il costo di ogni unità e ha detto che il primo impianto in Italia avrà bisogno di un sostegno pubblico. È una stima del produttore, non un'offerta vincolante.
Il nucleare costa più del prezzo attuale dell'elettricità in Italia?
Per il primo impianto sì: nell'intervallo realistico del Politecnico (135-196 euro al MWh) il primo SMR costerebbe più del prezzo unico nazionale medio del 2025, circa 115 euro al MWh. Il confronto va fatto con cautela, perché il PUN è un prezzo di mercato e l'LCOE un costo medio di lungo periodo; per gli impianti successivi il Politecnico stima 110-154 euro al MWh al 2050.
Cos'è l'LCOE dell'energia nucleare?
È il costo livellato dell'energia: la cifra per MWh che ripaga, in tutta la vita dell'impianto, investimento, esercizio, combustibile e costo del capitale. Serve a confrontare fonti diverse, ma non coincide con il prezzo di vendita dell'elettricità.
Fonti
- ESG News — Energia nucleare, cosa manca all'Italia per passare dalla legge ai primi reattori (28/10/2026)
- Canale Energia — Nucleare in Italia, filiera pronta e mercati in fermento (29/10/2026)
- Energy&Strategy, Politecnico di Milano — Nuclear Energy Innovation Outlook 2026, convegno del 28/10/2026
- Quotidiano Energia — Intervista a Julien Garrel, Nuward (10/2026)
- QualEnergia — Nel 2025 Pun medio a 115 euro per MWh
- Building — Hinkley Point C delay to cost EDF more than £2bn (02/2026)
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